Il Condottiero


E’ l’unica parola con mi sento di descrivere Mourinho, la sua dichiarazione finale dove dice che l’Inter ha dato il sangue evoca immagini di un tempo, quando si facevano battaglie e i comandanti erano appunto chiamati così.

Quando è stato espulso Motta sarebbe stato facile togliere un attaccante e mettere in campo un difensore, l’avrebbero fatto tutti, e invece no, siamo rimasti lì con la formazione iniziale a tenere botta, a resistere. E il cambio è arrrivato solo alla fine, quando ormai Milito non riusciva più a correre, quando aveva ormai dato tutto.

E’ andato a sfidare Guardiola proprio nella sua zona, per fargli capire che non si aveva paura lo stesso, anche in 10, ed ha avuto ragione, e alla fine l’immagine con il dito alzato al cielo mentre correndo impazzito per il campo va a prendere il suo trionfo richiama l’immagine di quando  nell’antichità i vincitori passavano attraverso l’arco di trionfo dopo una battaglia storica. Nonostante tutto questo a fine partita ha chiesto ai tifosi di andare all’aeroporto per ricevere la squadra, fatta da eroi. Non si tratta di falsa modestia, ma della grandezza di chi sa che senza il gruppo non si fa niente, non si è condottiero se non si ha chi condurre.

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