Archive for category Libri
Pescemangiacane
Posted by ilConsigliere in Libri on 28/11/2010
No, non è un titolo di post a capocchia, ma è il nome del libro che ho letto diverso tempo fa e che commento oggi.
Non essendo bravo a riassumere la trama, come al solito, la recupero da IBS
Un serial killer si aggira nella Bassa padana, lungo le sponde del Po. È qui che uccide le sue vittime con un macabro rituale e le fa ritrovare con la testa infilata nella sabbia. A indagare sugli omicidi sono il magistrato Federica Della Lovere, bella e grintosa, e il burbero maresciallo Barillà, del Cta, il Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente di Milano. E sullo sfondo, il grande fiume malato, il “cocaine river” nelle cui acque si concentra tutta la cocaina consumata nell’Italia settentrionale. Un fiume depredato e sfruttato: dai furti sistematici di sabbia alle discariche abusive nelle golene, dai rifiuti tossici alle secche che danneggiano le colture, fino alle piene, ogni anno più terrificanti e disastrose. E poi ancora i ricordi della gente del fiume, e le parole di un vecchio pescatore che ha negli occhi la piena del 1951 e nelle mani una canna per catturare il pesce siluro, il nuovo Marlin del Po.
Come si vede, si tratta di un libro dal sapore fortemente ecologista, dove l’attacco e la difesa della natura giocano un ruolo essenziale. Una situazione reale narrata molto bene da Paolo Roversi, che con questo libro recupera in pieno la felicità di scrittura mostrata ne “La mano sinistra del diavolo”.
Molti fatti sono reali così come è reale la situazione del Po e dei suoi affluenti, ormai snaturati e irriconoscibili per chi li ha conosciuti nei tempi passati.
Il libro presenta però alcuni punti deboli: la presenza ad alcuni fatti di cronaca attualissimi al momento della scrittura ed uscita del libro, ma già caduti nel dimenticatoio virano il libro verso l’instant book. Ed è un peccato perché già adesso non si capiscono alcuni riferimenti.
Punti positivi: scrittura brillante e trama solida che mostra un problema reale.
Punti negativi: i troppi riferimenti a fatti cronaca poco importanti e che si perdono con il tempo
Il simbolo perduto
Posted by ilConsigliere in Libri on 30/08/2010
Dopo “Il codice Da Vinci” sono tornato a leggere Dan Brown con questo nuovo libro “Il simbolo perduto”.
Ho letto le 604 pagine di questo libro nel giro di una settimana e questo la dice lunga sulla scorrevolezza di questo romanzo che presenta, come ormai sta diventando una consuetudine molto diffusa, capitoli molto brevi che permettono al lettore di smettere e riprendere molto facilmente la lettura.
Anche in questo caso il protagonista è l’ormai famoso Robert Langdon che risolve brillantemente enigmi e che si imbatte nella massoneria. Due elementi di sicuro interesse a chi piace leggere di misteri. E quindi alla maggior parte dei lettori. Insomma, un successo programmato a tavolino.
Questa la trama:
Robert Langdon, professore di simbologia ad Harvard, è in viaggio per Washington. È stato convocato d’urgenza dall’amico Peter Solomon, uomo potentissimo affiliato alla massoneria, nonché filantropo, scienziato e storico, per tenere una conferenza al Campidoglio sulle origini esoteriche della capitale americana. Ad attenderlo c’è però un inquietante fanatico che vuole servirsi di lui per svelare un segreto millenario. Langdon intuisce qual è la posta in gioco quando all’interno della Rotonda del Campidoglio viene ritrovato un agghiacciante messaggio: una mano mozzata col pollice e l’indice rivolti verso l’alto. L’anello istoriato con emblemi massonici all’anulare non lascia ombra di dubbio: è la mano destra di Solomon. Langdon scopre di avere solamente poche ore per ritrovare l’amico. Viene così proiettato in un labirinto di tunnel e oscuri templi, dove si perpetuano antichi riti iniziatici. La sua corsa contro il tempo lo costringe a dar fondo a tutta la propria sapienza per decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture della città. Fino al sorprendente finale. Un nuovo capitolo de “Il Codice da Vinci”, un thriller dalla trama mozzafiato, che si snoda a ritmo incalzante in una selva di simboli occulti, codici enigmatici e luoghi misteriosi.
Dalla trama, così come riportata da iBS, non si nota molto bene, ma la parentela con “Il Codice Da Vinci” è strettissima. Si è solamente spostato da Parigi a Washington e al posto della Chiesa c’è la Massoneria (che è trattata molto meglio), ma ci sono molti tratti in comune. Nel primo c’è una persona morta a Louvre e qua c’è una mano mozzata al Campidoglio, c’è subito un codice da decifrare, c’è una donna che l’aiuta ovunque e anche qua scappano dalle autorità perché si pensano in contrasto con la loro azione di salvezza del mondo.
Dato che è uno scrittore affermato potrebbe anche impegnarsi maggiormente per variare un po’ di più le trame. Anche perché toglie effettivamente un po’ di tensione al lettore che può immaginare (con successo) quello che succede nelle pagine successive.
In alcuni punti inoltre la traduzione non mi è parsa particolarmente precisa ed in effetti è stata fatta a più mani in fretta per farlo uscire molto velocemente.
Punti positivi: la scorrevolezza.
Punti negativi: la trama già vista, traduzione in alcuni punti non precisa.
Devo aggiungere una nota tutta personale a questa recensione. Avendo passato più di un mese a Washington ho ritrovato i luoghi che ero solito frequentare fino a qualche mese fa e questo mi ha fatto gustare un po’ di più questo libro. Ovviamente per chi non c’è stato questo è un fattore del tutto ininfluente.
L’uomo delle lucertole
Posted by ilConsigliere in Libri on 25/08/2010
Questi sono i rischi del frequentare le librerie. Capita che si entri in una libreria e si venga avvicinati da un tipo sui 50 anni chiedendoci se ci piace leggere. All’automatica risposta affermativa il tipo si presenta come uno scrittore e decide di raccontarci il proprio libro attuando così una presentazione che dice essere all’americana: one to one. Modalità sorprendente, almeno per me. Ma efficace perché l’unico risultato possibile è l’acquisto del libro.
E’ stato così il mio incontro con Maurizio Blini, scrittore torinese di libri gialli ed ex-commissario della Polizia di Stato.
Questa la trama così come riportata sul suo sito.
La casuale rieusamazione del corpo di un giovane ragazzo riserva una amara sorpresa. L’assenza di tutti gli organi trapiantabili. Il Sostituto Commissario Alessandro Meucci, capo della sezione omicidi della squadra mobile di Torino, si trova a dover dipanare una matassa intricata di spine. Di contro, il suo migliore amico, Maurizio Vivaldi, ex poliziotto ed ora investigatore privato segue una banda di ladri di Tir. Sullo sfondo un personaggio inquietante: l’uomo delle lucertole.
Una trama moderna, che trae origine da un problema attualissimo come il traffico d’organi che sta diventando un business vero proprio per la malavita di ultima generazione. Trattata come probabilmente lo sono le indagini vere (qua penso che Blini abbia attinto molto dalla sua esperienza), ma con tratti romanzeschi come è giusto che sia in un libro.
Forse viene svelato un po’ troppo all’inizio del libro con la descrizione delle due bande di ragazzini in competizione tra loro e la conclusione è la naturale evoluzione di quest’inizio.
Punti positivi: trama moderna e ambientazione credibile
Punti negativi: troppi personaggi, viene svelato troppo all’inizio





