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Il simbolo perduto
Posted by ilConsigliere in Libri on 30/08/2010
Dopo “Il codice Da Vinci” sono tornato a leggere Dan Brown con questo nuovo libro “Il simbolo perduto”.
Ho letto le 604 pagine di questo libro nel giro di una settimana e questo la dice lunga sulla scorrevolezza di questo romanzo che presenta, come ormai sta diventando una consuetudine molto diffusa, capitoli molto brevi che permettono al lettore di smettere e riprendere molto facilmente la lettura.
Anche in questo caso il protagonista è l’ormai famoso Robert Langdon che risolve brillantemente enigmi e che si imbatte nella massoneria. Due elementi di sicuro interesse a chi piace leggere di misteri. E quindi alla maggior parte dei lettori. Insomma, un successo programmato a tavolino.
Questa la trama:
Robert Langdon, professore di simbologia ad Harvard, è in viaggio per Washington. È stato convocato d’urgenza dall’amico Peter Solomon, uomo potentissimo affiliato alla massoneria, nonché filantropo, scienziato e storico, per tenere una conferenza al Campidoglio sulle origini esoteriche della capitale americana. Ad attenderlo c’è però un inquietante fanatico che vuole servirsi di lui per svelare un segreto millenario. Langdon intuisce qual è la posta in gioco quando all’interno della Rotonda del Campidoglio viene ritrovato un agghiacciante messaggio: una mano mozzata col pollice e l’indice rivolti verso l’alto. L’anello istoriato con emblemi massonici all’anulare non lascia ombra di dubbio: è la mano destra di Solomon. Langdon scopre di avere solamente poche ore per ritrovare l’amico. Viene così proiettato in un labirinto di tunnel e oscuri templi, dove si perpetuano antichi riti iniziatici. La sua corsa contro il tempo lo costringe a dar fondo a tutta la propria sapienza per decifrare i simboli che i padri fondatori hanno nascosto tra le architetture della città. Fino al sorprendente finale. Un nuovo capitolo de “Il Codice da Vinci”, un thriller dalla trama mozzafiato, che si snoda a ritmo incalzante in una selva di simboli occulti, codici enigmatici e luoghi misteriosi.
Dalla trama, così come riportata da iBS, non si nota molto bene, ma la parentela con “Il Codice Da Vinci” è strettissima. Si è solamente spostato da Parigi a Washington e al posto della Chiesa c’è la Massoneria (che è trattata molto meglio), ma ci sono molti tratti in comune. Nel primo c’è una persona morta a Louvre e qua c’è una mano mozzata al Campidoglio, c’è subito un codice da decifrare, c’è una donna che l’aiuta ovunque e anche qua scappano dalle autorità perché si pensano in contrasto con la loro azione di salvezza del mondo.
Dato che è uno scrittore affermato potrebbe anche impegnarsi maggiormente per variare un po’ di più le trame. Anche perché toglie effettivamente un po’ di tensione al lettore che può immaginare (con successo) quello che succede nelle pagine successive.
In alcuni punti inoltre la traduzione non mi è parsa particolarmente precisa ed in effetti è stata fatta a più mani in fretta per farlo uscire molto velocemente.
Punti positivi: la scorrevolezza.
Punti negativi: la trama già vista, traduzione in alcuni punti non precisa.
Devo aggiungere una nota tutta personale a questa recensione. Avendo passato più di un mese a Washington ho ritrovato i luoghi che ero solito frequentare fino a qualche mese fa e questo mi ha fatto gustare un po’ di più questo libro. Ovviamente per chi non c’è stato questo è un fattore del tutto ininfluente.



